Yoga disciplina sportiva? La decisione ufficiale del Coni

Lo Yoga è una disciplina che conta moltissimi praticanti: ad oggi infatti sono circa 830 le scuole riconosciute. Per non parlare di tutti gli eventi dedicati, come lo Yoga Festival a Milano e Roma, in un mercato che ha superato i 200 milioni di euro. Filosofia, stile di vita, attitudine e – perché no – anche business.

Si tratta di un’attività che comprende l’esercizio fisico, la respirazione, la meditazione: l’unione completa di corpo e mente, un caso unico nel mondo sportivo. Oltre a patrimonio Unesco orale e immateriale dell’umanità.

Di carte in regola per un parere positivo del Coni, lo yoga ne avrebbe avute eccome.

La lunga attesa per il riconoscimento di yoga disciplina sportiva

Una vicenda molto controversa ha visto lo yoga al centro di lunghi dibattiti sulla sua legittimità sportiva.

Risale infatti al dicembre 2016 la decisione del Coni di escludere l’antica pratica orientale dal novero delle discipline che possono essere iscritte al Registro nazionale..

In generale il Coni ritiene sportive le attività che prevedono delle gare, ma sono comunque ammesse alcune forme di ginnastica.

Dunque, lo yoga è stato incluso tra le discipline sportive ufficialmente riconosciute?

La risposta purtroppo è negativa. Infatti il 4 gennaio 2018 sul sito del Coni appariva questa informazione:

Il CONI – in merito alle richieste di chiarimento pervenute relativamente al riconoscimento dello yoga come disciplina sportiva ammissibile per l’iscrizione al Registro delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche – precisa che, nonostante non sia disciplinato da nessuna Federazione Internazionale riconosciuta dal CIO, si è attivato facendo in modo che alcune Federazioni Sportive Nazionali, tra cui la Federginnastica e la Federpesistica, considerino lo yoga come “attività propedeutica” alle discipline di competenza.

L’ esclusione dello yoga quindi ha comportato, dal 1° gennaio 2018, la cancellazione automatica dal Registro Nazionale delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche dei centri yoga. Con conseguente decadimento delle molte agevolazioni fiscali previste. Ad esempio, il non obbligo della vidimazione dei libri contabili, il non obbligo di partita IVA, la possibilità di scaricare le spese di pubblicità, la possibilità di raccogliere donazioni.

Di conseguenza si può praticare lo yoga con tutte le agevolazioni fiscali connesse solo se questa disciplina viene affiancata ad attività ginniche e alla cultura fisica: il dato certo è che non deve risultare quale attività esclusiva.

Perciò, le associazioni di yoga qualora vogliano essere iscritte al Registro delle attività sportive riconosciute devono necessariamente far comparire nel proprio statuto la dicitura che indica lo yoga come attività propedeutica complementare ad altre discipline ginniche.

Si spera che nel futuro la situazione possa cambiare, riconoscendo finalmente lo yoga, una disciplina che solo in Italia conta 1,5 milioni di praticanti, un’attività sportiva a tutti gli effetti.

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