Yoga disciplina sportiva: ufficiale la decisione del Coni

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Lo Yoga sarà una disciplina sportiva riconosciuta dal Comitato olimpico nazionale italiano.

Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente del Coni, Giovanni Malagò, durante un incontro informale con i giornalisti in vista dell’estate. “Stiamo effettuando i controlli necessari anche con il Cio ma posso affermare che dopo l’estate lo Yoga la sarà riconosciuta come disciplina sportiva”.

Resta da capire in che modo verrà inserito tra le competizioni, considerando che racchiude diverse espressioni. L’esercizio fisico, la respirazione, la meditazione: l’unione completa di corpo e mente, un caso unico nel mondo sportivo.

La cosa certa è che questa ufficiale approvazione corona un iter di grande successo per l’affermazione dello yoga in Italia. Ad oggi si contano circa 830 scuole riconosciute. Per non parlare di tutti gli eventi dedicati alla disciplina, come lo Yoga Festival a Milano e Roma. In un mercato che ha superato i 200 milioni di euro.

Filosofia, stile di vita, attitudine e – perché no – anche business. Oltre a patrimonio Unesco orale e immateriale dell’umanità.

Di carte in regola per un parere positivo del Coni, lo yoga ne ha eccome.

La lunga attesa per il riconoscimento di yoga disciplina sportiva

Una vicenda molto controversa ha visto lo yoga al centro di lunghi dibattiti sulla sua legittimità sportiva.

Risale infatti allo scorso dicembre la decisione del Coni di escludere l’antica pratica orientale dal novero delle discipline che possono essere iscritte al Registro nazionale.

Sono state ultimamente riconosciute discipline come il bridge, la dama, le bocce. Escluse, invece, pilates, gatka, minibasket, crossfit, parkour, le arti circensi, arti acrobatitche. E, appunto, lo yoga.

In generale il Coni ritiene sportive le attività che prevedono delle gare, ma sono comunque ammesse alcune forme di ginnastica.

L’ esclusione dello yoga avrebbe determinato, dal 1° gennaio 2018, la cancellazione automatica dal Registro Nazionale delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche dei centri yoga. Con conseguente decadimento delle molte agevolazioni fiscali previste. Ad esempio, il non obbligo della vidimazione dei libri contabili, il non obbligo di partita IVA, la possibilità di scaricare le spese di pubblicità, la possibilità di raccogliere donazioni.

Si era arrivati addirittura a un’interrogazione in senato da parte del ministro dello sport Luca Lotti. L’obiettivo: scongiurare la chiusura di tante società. E a questo era seguita una petizione online per una riforma dell’isolamento amministrativo dei centri yoga.

Ma adesso sembra finalmente giunto il punto di svolta. Come un saluto al sole che accoglie la nascita di un nuovo giorno.

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