Tantra: quando yoga e sessualità si incontrano

Il nome tantra deriva dall’unione di due termini del sanscrito, tan (estendere, moltiplicare) e tra (strumento, mezzo): può quindi essere definito come lo strumento di cui ci si serve per estendere la propria coscienza, in riferimento al concetto del “tessere trame” che fa da matrice comune a tutti i diversi significati che la parola assume. Tantra racchiude quindi in sé il senso della trama, dell’intreccio simbolico tra la coscienza individuale e la coscienza universale: per raggiungere un elevato grado di innalzamento spirituale, ricongiungendo il proprio io con il tutto, è importante liberare la mente da ogni genere di condizionamento inibitore attraverso una pratica che comprende tanto la meditazione quando l’ascolto sensoriale del proprio corpo.

tantraOrmai leggendaria è la rivelazione fatta da Sting qualche anno fa nel corso di un’intervista in merito alla sua capacità di prolungare l’atto sessuale per ben sette ore proprio grazie alle pratiche del tantra apprese facendo yoga: notizia poi smentita e “ridimensionata” dalla moglie Trudie Styler, ma che si fonda su un presupposto estremamente veritiero, la capacità, cioè, di amplificare notevolmente il piacere e la durata dell’amplesso per mezzo del tantra.

Qual è l’origine del tantra?

Le origini del tantra risalgono al 2000 a. C., presso la popolazione degli Harappei, nella valle degli Indù, una società matriarcale che poneva al centro dei culti religiosi la Dea Madre.

La loro religione, come in tutte le società matriarcali, era strettamente connessa con il corpo, il benessere, il piacere e la sessualità. Il divino non era visto come un’entità trascendente da raggiungere attraverso la meditazione, ma come qualcosa da esperire intimamente, nella vibrazione profonda della propria coscienza individuale.

Tuttavia, quando in India e in Europa avvenne il passaggio dalla società matriarcale a quella patriarcale, le tradizionali concezione religiose vennero completamente stravolte: cambiò la matrice di approccio all’esperienza mistica, il divino non venne più vissuto intimamente, ma la sua conoscenza venne delegata alla figura mediatrice del sacerdote.
Cominciarono a crearsi quei tabù che portarono alla separazione dalla materia, dal corpo, dal piacere, dal sesso.

Il sesso tantrico: piacere ed elevazione spirituale

In origine il tantra indicava agli adepti un percorso spirituale di liberazione e di affrancamento dal mondo terreno da effettuare rendendo la materia un veicolo di conoscenza sovrumana. Si riteneva quindi l’uomo in grado di elevarsi spiritualmente anche attraverso la propria carnalità e materialità, e l’unione con l’assoluto risultava possibile risvegliando le energie latenti dell’uomo anche attraverso l’unione sessuale.

Il sesso, nella filosofia del tantra, è infatti considerato la manifestazione dell’unione sacra tra Shiva e Shakti, che con il loro amplesso cosmico danno inizio alla creazione.

Nei tempi antichi il tantra si concretizzava in un rituale che prevedeva la pratica delle cosiddette 5 “M” proibite: il vino (madya), la carne (mamsa), il pesce (matsya), il grano tostato (mudra) e il rapporto sessuale (maithuna).

Ad oggi si distinguono due differenti pratiche tantriche:

  1. il tantra bianco (o della mano destra), che vede nell’unione del principio maschile e del principio femminile la metafora di una più profonda unione energetica, da raggiungere attraverso la pratica solitaria della meditazione;
  2. il tantra rosso (o della mano sinistra), che interpreta alla lettera il senso dell’unione del maschile e del femminile, estendendo la pratica della meditazione anche all’atto sessuale, da vivere come esperienza che ci ricollega alla parte più profonda di noi stessi. Il maithuna si configura quindi come uno dei più alti stadi che ciascuno yogi deve raggiungere nel suo percorso.

Attraverso le pratiche di sesso tantrico, doniamo il nostro amore incondizionato all’altra persona, per questo è essenziale abbandonarsi all’attimo che si sta vivendo, godendo dell’eccitazione di cui il corpo è interamente pervaso.

Durante l’atto sessuale, è importante liberare la mente da ogni tipo di costrizione e pensiero limitante, condizione fondamentale per la piena percezione dei propri sensi e di quelli del partner. Solo imparando a conoscere il nostro corpo e le nostre sensazioni saremo in grado di abbandonarci completamente al piacere e vivere il sesso come esperienza di unione totalizzante.

Il tantra nel sesso aiuta a scoprire potenzialità che non si sapeva di possedere e risveglia energie spirituali attraverso l’intesa carnale con il partner.

Viviamo in una società in cui il sesso viene in molti contesti visto come un tabù, soprattutto per quanto riguarda il ruolo della donna, tacciata di immoralità nel caso in cui manifesti interesse e passione nel ricercare l’appagamento sessuale di sua spontanea volontà: nel tantra ogni tipo di ingabbiamento entro rigidi schemi moralistici si dissolve, lasciando spazio alla manifestazione spontanea dell’energia erotica che lega la coppia conducendola al più alto stadio del piacere.

La filosofia tantrica insegna che durante il sesso è bene considerare una serie di elementi che possono garantire il raggiungimento dell’orgasmo in modo estremamente naturale:

  • prestare attenzione al proprio corpo in ogni singola parte, e quindi focalizzarsi sulla sensazione data dal contatto con il corpo del partner;
  • calibrare la respirazione, attraverso profonde inspirazioni ed espirazioni da sincronizzare con quelle del partner, in modo da creare un unico circolo armonioso;

Tantra e yoga: i benefici della pratica

La meditazione tantrica aiuta a ritrovare pace ed equilibrio nella quotidianità, combinando in un tutto armonico le diverse emozioni e sensazioni.

La pratica abituale favorisce il mantenimento di una condizione stabile di serenità all’interno del flusso vitale; per quanto riguarda la dimensione sessuale, poi, l’approccio tantrico contribuisce ad alleviare le tensioni di coppia, intervenendo positivamente nei casi di frigidità, eiaculazione precoce etantra persino di impotenza, qualora questa abbia una natura psicologica.

In generale, il corpo trae giovamento dalla pratica tantrica in termini di elasticità e fluidità, tramite gli âsana, nell’armonizzazione energetica per via sonora attraverso i mantra, nel respiro mediante il pranayama, nella calma della mente attraverso la meditazione e nella vita quotidiana con l’osservazione del retto agire.

 

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